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| foto: S. Tremolada |
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carpoforo: fruttificazione pluriennale, da sessili a dimidiati ungulati, largamente fissato al substrato, può raggiungere notevoli dimensioni, 30-40 cm di diametro, per un peso di oltre 2 kg, caratteristicamente a forma di zoccolo o mensoliforme, a consistenza legnosa; superficie pileica zonata, solcata concentricamente, ondulata, liscia, con una crosta dura, colore da bruno scuro a ocra rossastro nel giovane, grigio bruno chiaro da vecchio; margine ottuso, finemente feltrato.
Imenio: a tuboli, superficie inferiore poroide, crema ocracea, scurente al tocco; pori piccoli rotondi brunastri; tubuli pluristratificati, spessi fino a 5 mm.
carne: trama suberosa, tenace, brunastra, odore gradevole fungino, sapore amaro
spore: cilindriche ellissoidali, ialine, 5,5-7 x 15-18 µm.
habitat: cresce su latifoglie viventi, ritrovato su: faggio, quercia, carpino, platano e tiglio
Osservazioni: specie parassita, determina una carie (marciume) del legno che assume una colorazione bianca a chiazze. molto rapida e intensa; il legno diventa molto fragile e si frattura lungo gli anelli annuali di crescita, dopo la caduta della pianta continua a fruttificare sui resti della stessa. Conosciuto fin dalla antichità, veniva utilizzato per accendere il fuoco (fungo dellesca).
Ultimo aggiornamento: 21-07-05 Copyright 2005 Gruppo Micologico Vittadini Monza
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